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L’umidità delle murature – Parte 1/2

Umidità - VimarkUna delle patologie di degrado che maggiormente affliggono le abitazioni è sicuramente l’umidità delle murature.

Un problema che molti edifici hanno, in modo particolare per quelli costruiti non in epoca recente. L’umidità presente all’interno degli apparati murari provoca, con il passare del tempo, un progressivo degrado dei materiali costituenti e la formazione di macchie e muffe malsane sulle pareti che rendono così l’ambiente abitabile sicuramente meno vivibile. Inoltre la forte presenza di umidità nel muro diminuisce sensibilmente il grado di isolamento dell’involucro/casa al punto tale che, secondo studi specifici, la dispersione del calore ambientale può aumentare fino al 65%, causando sicuramente un deficit a livello di comfort abitativo, per non considerare l’aumento dei costi dovuti ad una maggiore spesa in riscaldamento.
Per procedere correttamente al risanamento delle murature attraverso la scelta delle tecniche più idonee, è importante e fondamentale la fase diagnostica preliminare, che permette il riconoscimento delle problematiche manifestazioni di umidità.

L’umidità nelle murature può manifestarsi sotto diversi aspetti, dovuti perlopiù alle diversificate cause che ne determinano l’insorgere, e la si può classificare come: acqua di struttura, umidità di equilibrio, umidità di costruzione, umidità accidentale, umidità meteorica, umidità di condensazione, umidità ascendente o di risalita capillare.

Umidità - VimarkL’acqua di struttura, detta anche acqua di idratazione o di cristallizzazione, è costituita dalla percentuale di acqua che è chimicamente legata con i materiali da costruzione. L’acqua di struttura è dunque strettamente correlata al materiale stesso e non ha rilevanza nelle patologie di degrado.

L’umidità di equilibrio è il contenuto di umidità del materiale in equilibrio termodinamico con l’ambiente. Le superfici dei materiali assorbono umidità sotto forma di vapore acqueo direttamente dall’ambiente in cui si trovano esposti e dipende dalla porosità dei materiali stessi. Maggiori sono le percentuali di pori di piccole dimensioni, maggiore sarà anche la igroscopicità del materiale. Ovviamente all’interno di un ambiente la cui umidità relativa dell’aria è elevata, maggiore sarà il contenuto di umidità di equilibrio del materiale. Inoltre, influiscono sui parametri, anche le temperature ambientali e l’eventuale presenza di sali igroscopici che possono incidere sul comportamento del materiale aumentandone sensibilmente l’umidità.

L’umidità di costruzione è causata dall’acqua che viene impiegata nella preparazione degli impasti per la preparazione delle malte, degli intonaci e dei calcestruzzi. L’acqua di impasto in eccesso tende ad evaporare durante le fasi di indurimento delle malte da costruzioni, riportando l’umidità delle strutture ai valori fisiologici. Questa tipologia di umidità si manifesta solamente durante le fasi costruttive degli edifici o al termine dei lavori di ristrutturazione e restauro, scomparendo gradualmente nel tempo.

L’umidità accidentale normalmente ha origine dalla rottura o dal cattivo funzionamento degli impianti idrosanitari e termici, di raccolta delle acque piovane, delle coperture strutturali o dei serramenti esterni. Tale umidità, di norma facilmente individuabile, si manifesta nelle zone dell’edificio poste a contatto diretto con il guasto e trova generalmente una rapida soluzione negli interventi di manutenzione degli impianti o della struttura lesionata.

L’umidità meteorica è un diretto effetto legato al fenomeno delle precipitazioni atmosferiche. È presente in modo maggiormente diffuso sulle superfici esterne dei fabbricati e può anche manifestarsi su porzioni limitate come ad esempio su cornicioni o davanzali. Essa dipende soprattutto dalla direzione dei venti e dalla porosità dei materiali che compongono l’edificio. In questo caso gioca un ruolo primario il corpo di intonaco di facciata la cui funzione è quella di limitare le infiltrazioni di acqua meteorica che trova un passaggio sulle superfici interne esclusivamente per penetrazione attraverso fessure passanti l’apparto murario. L’umidità meteorica è pertanto una caratteristica superficiale e diminuisce con il passare delle ore al termine delle precipitazioni per effetto dell’evaporazione.

L’umidità di condensazione è dovuta all’aumento di densità superficiale ed interstiziale nelle murature causata dal passaggio del vapore presente all’interno di un ambiente dallo stato gassoso allo stato liquido. La condensazione superficiale si riscontra sotto forma di piccole gocce d’acqua su rivestimenti impermeabili e sotto forma di macchie scure su materiali porosi, soprattutto nei locali con forte produzione di vapore. Tale fenomeno si riscontra in corrispondenza di superfici fredde, ovvero con temperature superficiali inferiori a quella di rugiada, riferita ovviamente alla tipologia dell’ambiente in cui si manifesta. Per esempio il problema è spesso evidente in corrispondenza di uno scarso isolamento termico dovuto alla presenza di ponti termici strutturali quali spigoli, pilastri, travi, solette, ecc.

La condensazione interstiziale invece è legata alla diffusione del vapore attraverso le pareti che dividono ambienti a temperature e umidità diverse e si verifica negli strati interni della muratura quando questi non sono realizzati correttamente. L’umidità di condensazione pertanto è legata alla quantità di vapore acqueo presente negli ambienti, ad uno scarso isolamento termico, alla situazione meteorologica del momento, all’insufficiente permeabilità alla diffusione del vapore stesso ed a errori tecnici nella successione degli strati costituenti il muro. Essendo così direttamente legata alla dinamica igrometrica e termica degli ambienti, sia quelli esterni che quelli interni, deve protrarsi per lunghi periodi prima di causare un importante aumento di umidità nelle murature tale da favorire l’evidenza e l’estensione delle zone umide.

L’umidità ascendente o di risalita capillare è legata alla risalita per capillarità nelle murature a contatto con terreni umidi o falde acquifere. Il fenomeno ha carattere più o meno evidente dipendete da fattori molteplici come la quantità di acqua presente nel terreno, la dimensione dei capillari dei materiali componenti l’apparato murario, la presenza di impermeabilizzazione nella muratura e la capacità di evaporazione delle superfici esterne ed interne della muratura.
All’umidità ascendente si associano generalmente fenomeni di trasporto di sali idrosolubili, perlopiù solfati, nitrati e cloruri, che, una volta giunti in superficie, cristallizzano a causa dell’evaporazione dell’acqua. L’umidità di risalita capillare è facilmente diagnosticabile osservando la presenza di evidenti macchie di umidità nei muri che risalgono dal piano calpestio verso l’alto, spesso accompagnate dalla presenza di efflorescenze biancastre dovute al deposito superficiale dei sali idrosolubili.

L’umidità delle murature è dunque causa delle principali patologie di degrado con conseguente abbassamento del comfort abitativo. Tali patologie di degrado possono essere di tipo chimico: idrolisi, attacco chimico da inquinanti; di tipo fisico: sfarinamenti, distacchi e rigonfiamenti delle decorazioni, degli intonaci e delle finiture, cristallizzazione dei sali con formazione di efflorescenze saline; di tipo igienico e sanitario: variazioni sullo stato termoigrometrico degli ambienti con conseguente abbassamento del potere isolante del muro; causa di biodeterioramenti: formazioni di muffe, funghi e vegetali in genere.

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